HOME IS A SICK BODY di Valentina Medda - artcitywhitenight2017

28 Gennaio 2017 – ore 21.30

Per Art City White Night di Arte Fiera 2017 Maison Ventidue accoglie e ospita Home is a sick body di Valentina Medda, opera di medicalizzazione dello spazio abitativo come contenitore di relazioni, fratture, ferite e passaggi.  Home is a sick body è il secondo movimento  di un lavoro iniziato negli spazi di Flux Factory a New York nell’Aprile 2015 e ripensato per Maison Ventidue a Bologna in occasione di ArteFiera 2017.

Parlare di medicalizzazione significa parlare di un processo di sconfinamento da parte di una scienza, la medicina, che va al di là dei suoi limiti: non più solo arte di guarigione del singolo ma sviluppo pervasivo di saperi e di pratiche che  si applicano ai  problemi collettivi, storicamente non considerati di natura medica, muovendosi in direzione di una tutela su larga scala della salute del corpo sociale. Dunque, medicina degli oggetti, dei luoghi di vita e di lavoro, dell’ambiente e degli elementi, piuttosto che medicina dell’uomo e del suo corpo: la nozione di salubrità, intesa come stato dell’ambiente, precede quella di salute, riferita all’uomo in quanto organismo vivente. E se questo organismo finisce con l’interessare il medico è in conseguenza proprio degli effetti e delle trasformazioni delle sue funzioni provocate dall’ambiente stesso.

Da queste premesse parte e si muove il lavoro di Valentina Medda in Home is a sick body: se l’appartenenza passa per l’appropriazione simbolica dello spazio, il sentirsi a casa diventa qui essere casa, e la cura del luogo diventata  cura   del   corpo, si fa atto politico, gesto che porta alla luce, che quotidianamente incide e scava, che archivia segmenti e memorie.

Healing interventions for domestic wounds e’ una serie di atti performativi site specific pensati per attivare la memoria di un luogo attraverso l’utilizzo di procedure e strumenti medici che ne suggeriscono l’analogia corpo | luogo o, più precisamente,  muro | pelle. Il tempo, che ha ferito le pareti lasciandole umide di pianto, si declina in un rituale condiviso che celebra la vulnerabilità come valore. Pensati   appositamente  per   il  luogo  in   cui  vengono realizzati, gli  interventi avvicinano, intersecano e sovrappongono il carattere del luogo,  la storia personale di Valentina Medda e la relazione che intercorre tra lei e gli abitanti dello spazio, declinando ogni rituale  in maniera unica.

Home is  sick body all’interno di Art City White Night di ArteFiera 2017 avrà luogo negli spazi di Maison Ventidue il 28 Gennaio 2017:

[ore 21.30_ performance ] Healing interventions for domestic wounds_#2

Valentina Medda interviene con aghi di agopuntura su  tracce, macchie e imperfezioni/segni lasciati sulle pareti di Maison Ventidue dal tempo e dagli uomini. Il rituale e’ pensato come performance destinata a restare nel tempo: nuova traccia che si somma alle precedenti.

-Anatomy of a building    Trittico + Tavole di costruzioni anatomiche

-Catalogo ragionato di escoriazioni sensibili  Installazione di immagini di fratture, ferite, rughe e screpolature dei muri/pelle fotografate come polaroid e trattate con un processo   che separa l’emulsione dalla carta fotografica, lasciando su una pellicola sottile una pelle. Raccolti come campioni scientifici, i frammenti di pelle sono conservati su dei supporti che ricordano i vetrini da laboratorio, catalogati in base all’eziologia.

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Qui un estratto di Intervention  #1  avvenuta a Flux Factory, NY, nell’aprile 2015.

*La pelle e’ una superficie permeabile che protegge i nostri corpi. Ho sofferto di una specifica forma di psoriasi in passato.La psoriasi fa si che le cellule epiteliali si accumulino piu’ velocemente del solito sulla superficie della pelle. Le cellule in eccesso creano squame e chiazze argentee e spesse che provocano talvolta dolore. E’ come se il corpo stesse cercando di costruirsi un’ ulteriore protezione, un involucro più resistente in cui avvolgersi. Ma il prezzo da pagare per la salvezza non può essere nient’altro che dolore. I confini mettono  in scena il potere. Ci fanno pensare che qualcuno sia responsabile. E questo ci fa sentire a nostro agio. Attraverso i confini, anche noi mettiamo in scena il potere, e facciamo credere agli altri di avere tutto sotto controllo…

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